Racconto

Passeggeri 2024 – Racconto

Anno

2024

Luogo

Jesi

Date

Giugno / Novembre

Rivolto a

Tutti

Passeggeri 2024 – Racconto

Ultimo fine settimana di giugno 2024, prima partenza per PASSEGGERI. Un viaggio iniziato in compagnia di Cristina Gerosa, direttrice editoriale Iperborea e Marco Agosta, editor di THE PASSENGER, il libro-magazine che ha ispirato il nuovo ciclo di incontri e laboratori di ACCA Fotografia.

Venerdì 28 giugno Francesca Tilio – direttrice artistica dell’evento – ha dialogato con Cristina Gerosa sul tema del raccontare il mondo attraverso long read, inchieste, reportage letterari, fotografia autoriale, forma grafica. La Chiesa di San Bernardo, nel cuore del centro storico della città di Jesi e backdrop perfetto per i coloratissimi fascicoli della collana di culto, è stata la cornice dell’incontro.

THE PASSENGER può essere letta dal viaggiatore come «guida di viaggio» sui generis, che non sostituisce quelle tradizionali, ma ne è complementare e soprattutto nuova, anche nel panorama editoriale internazionale. THE PASSENGER  analizza la vita di un luogo e dei suoi abitanti per capirne la cultura, i processi, le nuove identità, i discorsi, le questioni, i problemi, le ferite.

Numeroso il pubblico intervenuto all’incontro, occasione unica per incontrare figure di spicco dell’editoria italiana. Sabato 29 e domenica 30 giugno sono stati i giorni dedicati agli iscritti ai laboratori. Un tempo di intenso lavoro tra lezioni frontali ed esercizi pratici sul tema del Come si fa una rivista.

Nel corso della parte teorica i partecipanti hanno iniziato a conoscere nel dettaglio le fasi necessarie alla costruzione e realizzazione di una rivista sul modello di THE PASSENGER: dalla definizione dell’identità e del mercato, alla scelta dei temi e delle questioni tecniche di realizzazione, alla promozione e comunicazione del prodotto.

Dopodiché i partecipanti si sono cimentati nella costruzione di un nuovo numero della rivista impegnandosi ad individuare l’argomento generale, le tematiche da sviluppare, gli articoli e le rubriche da inserire, i possibili autori da coinvolgere. Come nella scorsa edizione di ACCA Fotografia i pasti condivisi hanno favorito il dialogo tra docenti e studenti provenienti dalle Scuole di Studi Superiori degli atenei di Macerata, Torino, Bologna, Catania, insieme a professionisti e appassionati.

Quello con gli editori è stato un incontro di altissimo livello che troverà seguito il 18, 19 e 20 ottobre nel secondo appuntamento legato alla fotografia d’autore con Francesco Merlini, direttore dell’agenzia fotografica PROSPEKT.

Il secondo laboratorio di PASSEGGERI approfondirà le modalità di ideazione e realizzazione di un reportage fotografico d’autore. Verranno analizzati la tecnica ed i contesti storici, i linguaggi utilizzati per i progetti personali o su commissione, la selezione delle immagini e la progettazione del racconto fotografico.

Il 15, 16 e 17 novembre ci sarà la volta del terzo e ultimo appuntamento legato alla forma grafica e sarà curato dallo studio TOMO TOMO e dall’illustratore Edoardo Massa. Verranno presi in esame tutti gli aspetti tecnici indispensabili alla realizzazione di un nuovo numero valutando l’identità visiva nel suo complesso per poi approfondire, pagina dopo pagina, gli aspetti grafici e di illustrazione che ne andranno a comporre il carattere.

Il nostro tempo ha bisogno di essere compreso e raccontato, nella sua complessità e nella sua bellezza, per le trasformazioni che siamo capaci di compiere insieme o singolarmente, per le sfide affrontate e quelle da affrontare, o per costruire senso e bellezza attraverso gesti creativi, alla capacità di immaginare oltre, alla scintilla che infiamma e vivifica le nostre opere.

Il racconto di quello che siamo, ci fa comprendere chi siamo. Per questo è necessario, oggi più che mai, guardare il mondo e raccontarlo.


PASSEGGERI è un percorso realizzato con la collaborazione della casa editrice Iperborea.
L’ideazione e la direzione artistica è a cura di Francesca Tilio.

PASSEGGERI è un evento KAR movimenti creativi, sostenuto da:

  • Associazione Sandro Paradisi
  • Scuola di Studi Superiore “Giacomo Leopardi” di Macerata
  • Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi
  • LUZ Milano

con il patrocinio del Comune di Jesi


Alcune testimonianze dei partecipanti, studentesse e studenti della rete ASSI, Alleanza delle Scuole Superiori d’Ateneo italiane.

Se dovessi descrivere il laboratorio Passeggeri. Raccontare il mondo contemporaneo in tre parole, sarebbero: immersione, evasione e condivisione

Immersione perché si è trattato di tre weekend di immersione totale nel mondo dell’editoria per riviste di viaggio nelle sue molteplici dimensioni. Dalla scrittura alla fotografia documentaria, dalla grafica all’illustrazione, grazie a questo laboratorio abbiamo avuto l’opportunità di scoprire il lavoro complesso e stratificato che c’è dietro un prodotto editoriale di grande qualità come The Passenger Iperborea. Il tutto nella cornice della splendida città di Jesi, che abbiamo visto evolversi di pari passo con le stagioni dell’anno e con le fasi del laboratorio: malinconica e poetica sotto l’ombrello, vivace e luminosa con il sole, sempre ricca di luoghi di incontro tra librerie colorate, negozi di musica, osterie allegre e vicoli nascosti.

Evasione perché per me, e credo per tanti altri allievi delle Scuole di Studi Superiori Universitari che vi hanno preso parte, questo laboratorio è stato un po’ come spalancare una finestra e far entrare aria fresca tra i pensieri e le idee: una finestra per sfuggire per qualche giorno alla routine dello studio e degli impegni accademici, ma anche una finestra per affacciarsi al futuro e pensarsi altrimenti; perché sono abbastanza sicura che molti di noi grazie a questo laboratorio abbiano fantasticato sull’idea di poter lavorare, un giorno, in una realtà come quella di Iperborea. I preziosi spunti e insegnamenti dei docenti – persone di grande spessore professionale e umano – hanno infuso ossigeno e gettato nuova luce sulle nostre conoscenze, permettendoci di creare collegamenti inediti tra i nostri percorsi di studio, le passioni creative che accomunano molti di noi e il mondo che ci circonda.

Ed ecco che arriviamo alla condivisione, il tessuto connettivo della creatività. Una delle più grandi ricchezze di questo laboratorio è stata la natura composita del gruppo dei partecipanti per età e formazione: oltre a noi allievi delle SSSU erano presenti studenti di ACCA Academy, grafici, fotografi, illustratori e appassionati d’arte desiderosi di mettersi in gioco. I lavori di gruppo e i numerosi momenti conviviali ci hanno regalato autentiche esperienze di scambio e connessione. In queste occasioni abbiamo accantonato per un po’ il nostro ruolo di studenti e ci siamo scoperti simili in qualcosa di apparentemente estraneo all’accademia e in cui tuttavia è riposto il vero significato della formazione: l’immaginazione, che non è qualcosa d’altro rispetto la realtà ma solo un modo diverso di posare lo sguardo sulle cose, che coglie dettagli e collega mondi apparentemente distanti.

Quindi, credo che l’insegnamento più prezioso di questo laboratorio sia stato un modo di vedere: che si tratti di scrittura, fotografia o grafica, il punto è narrare il mondo per immagini, ovvero aprire finestre sulla realtà e poi far sì che anche gli altri possano affacciarvisi e osservarla attraverso un punto di vista nuovo.

Il percorso di Iperborea e Acca Fotografia si è aperto con l’accoglienza di una calda sera di fine giugno, stemperata dalla frescura della chiesa di San Bernardo. L’edificio era un coagulo di mondo, un traghetto pronto a salpare verso mete inattese: l’unica navata era costellata, nel suo perimetro, dalle copertine colorate di The Passenger, progetto editoriale che ci avrebbe guidati in un viaggio affascinante alla scoperta di come nasce e si muove una rivista di questo calibro.

Cristina Gerosa e Marco Agosta, professionisti di punta di Iperborea, sono stati i nostri timonieri in questo workshop. Un’esperienza breve ma intensa, la cui atmosfera riverbera anche a mesi di distanza.

Per noi studenti delle Scuole di Studi Superiori italiane, provenienti da diverse realtà, il workshop è stato un’occasione unica di apprendimento e condivisione: abbiamo avuto modo di lavorare insieme in gruppi, scoprendo non solo il valore del lavoro collettivo, ma anche delle passioni condivise, trasformando conoscenze in amicizie. Le discussioni, le idee e le intuizioni emerse durante il laboratorio hanno alimentato il nostro entusiasmo e ci hanno motivato a esplorare nuovi orizzonti creativi.

Abbiamo scoperto come un mook, una rivista-libro, può racchiudere un microcosmo di idee e visioni, divenendo un luogo di incontro dove la cultura si mescola con il desiderio di scoprire e creare. The Passenger, sotto questo aspetto, è una realtà che travalica il formato-rivista per narrare, invece, i luoghi cercando la complessità del contemporaneo, al di là dell’attualità e della cronaca, tracciando una strada alternativa al giornalismo e alle guide turistiche.

L’esperienza è andata al di là delle aspettative: è stata un viaggio nel cuore della cultura editoriale, una riflessione sul valore della collaborazione e sulla sfida della creazione collettiva, fondamentale per prodotti articolati come The Passenger. Grazie alla guida esperta del board iperboreo, abbiamo compreso quanto sia fondamentale curare ogni  dettaglio per dar vita a una pubblicazione che non solo informi, ma che sappia anche emozionare e coinvolgere il lettore. Un’esperienza che ci ha arricchito, lasciandoci con la consapevolezza che il vero valore di un progetto editoriale sta nella passione e nel lavoro di squadra.

Personalmente, mi sono approcciato ai workshop per interesse e curiosità per il mondo dell’editoria, e in questo gli incontri/laboratori hanno decisamente soddisfatto le mie aspettative, mostrando ognuno una fase particolare del complesso e lungo processo che sta alla base della realizzazione di un prodotto editoriale come The Passenger, raccontata secondo il punto di vista “interno” di chi lavora in questo campo, e che perciò ha potuto descrivere temi e aspetti  che probabilmente si possono acquisire solamente con la pratica quotidiana (le considerazioni alla base della scelta di un autore o di un fotografo invece che un altro, o della selezione e del posizionamento di una specifica fotografia per illustrare un articolo).

Un importante valore aggiunto dei workshop è poi consistito nel contatto e nelle relazioni che si sono venute a creare sia tra gli studenti – provenienti e non da Scuole Superiori Universitarie – che con i docenti e gli organizzatori. L’ambiente informale delle lezioni e la condivisione di momenti al di fuori della didattica (breaks nel mezzo delle sessioni, pranzi e cene) hanno dato luogo ad alcune delle conversazioni più interessanti dell’intera esperienza, con cui si è avuto modo di approfondire le storie e i percorsi degli esperti, ma anche le interessanti esperienze degli organizzatori e ovviamente degli studenti.

La città di Jesi, infine, è stata una piacevole scoperta. Non solo per la bellezza dei suoi selciati, delle sue case, del grandissimo edificio del circolo cittadino che ha ospitato le nostre cene, ma anche per la sua vitalità sorprendente, che si incarna in persone come Francesca, l’ideatrice e coordinatrice dei workshop, o Francesco, proprietario di una bellissima e interessantissima libreria di proposta nel centro della città.

Passiamo tutto il tempo a cercare la nostra voce. Siamo ossessionati dalla ricerca della nostra voce. Ciò che più conta è dire le cose, facendo capire a tutti che le abbiamo scritte noi. 

Il percorso di The Passenger è stato un esercizio per trovare la propria voce dando spazio a quella degli altri. Ho partecipato ai primi due incontri, quelli dedicati all’editoria e alla fotografia ed entrambe le volte, il gioco è stato sempre quello di cercare le voci giuste per parlare, per scattare, per raccontare. Abbiamo fatto ciò che nella vita di tutti i giorni non siamo abituati a fare: lasciare spazio ad altre voci. Insieme, lavorando in gruppi, abbiamo sempre cercato di capire i modi giusti per lasciare la parola a chi più aveva cose da dire, a chi meglio sapeva raccontare. È stato un esercizio di periferie, ci siamo messi ai margini per guardare meglio le cose al centro. 

Forse è proprio questa la ricchezza del lavoro in redazione, il sapersi mettere ai margini, alla periferia, impegnandosi collettivamente a mettere in luce le altre anime che popolano e animano la rivista.

Il lavoro con The Passenger ci ha permesso di stare ai bordi per guardare il resto, per fare spazio alle voci giuste, ai fotografi giusti, agli illustratori giusti. È stata una piccola fucina di redazione, un percorso che ci ha appassionati e ci ha regalato uno spaccato di futuro che forse, potrebbe appartenerci.

Quante volte, entrando in una libreria, circondati da piccoli mattoni di carta e parole, come la casa editrice Iperborea ci insegna, abbiamo desiderato poter sbirciare attraverso le copertine e le pagine, conoscere il lavoro che dà a pensieri e idee la veste di libri che poi ci troviamo a sfogliare.

Con questo desiderio mi sono approcciato ai Workshop organizzati da Francesca, insieme a Iperborea e ACCA Academy, attirato dalla possibilità di comprendere un mestiere, quello di editore, o per meglio dire un processo, perché di mestieri coinvolti ve ne sono tanti e diversi, del quale avevo sempre goduto solamente i risultati, senza mai conoscerne le parti.

Dei tre laboratori, ho potuto purtroppo partecipare solo agli ultimi due: prima i fotografi Francesco Merlini e Francesco Giusti ci hanno mostrato come un fotografo documentario lavora e diviene parte di una redazione; poi, guidati dal grafico Davide Di Gennaro e dall’illustratore Edoardo Massa, abbiamo sperimentato noi stessi con la creazione di un mook che seguisse la linea editoriale tracciata da The Passenger.

In entrambi i casi la possibilità di spiare e sperimentare un mondo, professionale e artistico, insieme a persone pronte a mettersi e a metterti in gioco è stata unica e preziosa. I momenti di confronto sia con i professionisti di iperborea che con gli altri partecipanti sono stati fonte di spunti e riflessioni personali sul nostro lavoro e sul nostro futuro. Tutto ciò accadeva nella cornice di Jesi, che tra strade in salita, circoli cittadini e librerie per ragazzi riesce sempre a farti sentire al posto giusto.

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